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Il Simposio Internazionale di Scultura su Pietra

L'arte degli Scalpellini (Picchiarini) è l'elemento caratterizzante della società fananese: appartiene alla cultura più intima del territorio ed ha oggi trovato la sua naturale continuità espressiva (e nuova vitalità) facendo germogliare dalle sue profonde radici l'annuale appuntamento di maggio "Simposio Internazionale di Scultura su Pietra". Da 14 anni artisti provenienti da tutto il mondo approdano a Fanano per cimentarsi con la pietra arenaria locale. Non si tratta pertanto di una forma artistica importata, ma di una espressione che si colloca nel solco profondo della tradizione. In 14 edizioni ha prodotto 213 sculture che, collocate in loco, si sono aggiunte alle numerosi espressioni artistiche ricevute in eredità dalla storia. Ciò ha dato corpo e vita al "Museo all'Aperto" che rappresenta oggi index dei rari esempi esistenti in Italia di "raccolta pubblica di scultura contemporanea" e di "arredo artistico" urbano ed extra urbano di un territorio. Un interessante connubio tra storia, arte e cultura che vede le sue origini nel lastricato di una via romana e che idealmente attraversa il tempo fino a noi. Queste sono le peculiarità antiche e moderne che conferiscono a Fanano il titolo di "Città della pietra scolpita".

La comunità religiosa di Fanano trova traccia delle proprie origini in documenti di gran lunga antecedenti l'anno mille. Occorre infatti risalire sino al VII secolo e più precisamente all'anno 749 per accertare l'insediamento in loco di una grande comunità religiosa di Monaci Benedettini guidati da Sant'Anselmo (vedi storia). L'Abbazia fondata da Santo e la secolare amministrazione Benedettina del territorio sono all'origine della storia moderna di Fanano e delle sue tradizioni ancor oggi così sentite, vive e presenti nella tradizione secolare della Triennale Del Venerdì Santo e nel Rito della Passione, riproposto e perpetuato in uno spazio urbano sacralizzato per l'occasione e mirabilmente allestito dalla Confraternite e dagli abitanti di tutte le contrade, secondo una regia sapiente ed antica, che vede nel trascorrere del tempo unicamente l'occasione per cedere il testimone alle nuove generazioni. Da secoli abili mani intrecciano per l'occasione ghirlande di bosso sempreverde per gli addobbi del Paese e delle "stazioni" destinate a far rivivere nella magica processione serale il rito della Passione di Cristo. Per giorni e giorni govani ed inessperte mani guidate ed istruite da ruvide ed abili mani, plasmeranno le frasche fronde di di bosso, reggeranno i ceri in processione e vecchie e nuove voci intoneranno inni ed orazioni. Ancora una volta la portantina con la statua lignea del Cristo sarà issata su robuste spalle ed a passo dondolante si inoltrerà sullo storico percorso tra due ali ininterrotte di fedeli.

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