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ARTE A RIOLUNATO
Presentazione
In tema d'arte, Riolunato si distingue dalla maggior parte delle località del Frignano per il suo aspetto in molti luoghi ancora del tutto medioevale.
Antiche case
Qui si trovano le case patrizie Ferrari e Vellani, dove il visitatore attento può scorgere gli stemmi delle famiglie gentilizie, e Casa Gestri, un tempo sede municipale, la cui facciata principale mostra ancora oggi un bell’affresco raffigurante la Madonna con l’arcangelo Michele, che la tradizione popolare vuole dipinto in occasione di una pestilenza devastante del 1462.
Chiesa di San Giacomo
Di un certo rilievo è anche la chiesa di San Giacomo, aperta al culto nell’anno 1611, elencata tra i monumenti nazionali. All’interno, un affresco quattrocentesco raffigurante la Vergine Annunciata, testimonia l’antichità di questa chiesa, nella quale è inoltre possibile ammirare tre pale d’altare di grande valore e restituite all'anitca bellezza da un recente restauro.
La stele di Obizzo da Montegarullo
Altra testimonianza del passato si ritrova, alle ultime propaggini del paese, nella colonna in sasso con capitello e croce in ferro: è un piccolo monumento funebre datato 1571, indicante il luogo in cui venne ucciso e sepolto Obizzo di Montegarullo.
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I TESORI D'ARTE DELLE FRAZIONI
Presentazione
A Groppo è degna di nota Villa Tosi-Bullucci. Serpiano offre agli appassionati la vista di un bel portico del XIII secolo, che è possibile osservare addentrandosi per le vie del centro, restando in basso rispetto alla state Giardini. Non meno interessante è il Castello, che deve il suo nome all’austera Rocca dei Montegarullo, di cui oggi resta il torrione. La torre, trasformata nel campanile della chiesa costruita lì accanto verso la metà del XV secolo, reca sull’architrave del portale un importante rilievo romanico raffigurante teste umane.
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Gli affreschi all'Oratorio della Madonna del Caio
Sempre in frazione Castello, lungo una mulattiera, a 400 m. dal centro, si rinviene l’oratorio della Madonna del Caio, di cui è possibile ammirare, oltre alla forma architettonica, gli affreschi che ne ricoprono quasi totalmente l’interno. Datati 1516, essi sono dovuti alla mano di un pittore locale che, ben riflettendo il carattere ed il gusto della pittura modenese di quel tempo, si ispirò soprattutto al Francia, maestro di vasta eco in tutta l’Emilia.
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I ponti della Luna e della Fola
Sul fiume Scoltenna, lungo la strada che congiunge il Capoluogo alla frazione di Groppo, è possibile ammirare l’antico ponte della Luna, mentre presso la via Giardini, esattamente al confine col comune di Pievepelago, si trova il bellissimo ponte romanico della Fola.(nella foto il Ponte della Luna).
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