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L'ARTE A MONTECRETO

Il paese: via Castello, il monastero e le chiese. Degne di particolare menzione sono Via Castello e una strada medioevale con alcuni esempi di case fortificate a corte chiusa. Il Monastero, risalente nella parte più antica al Cinquecento, è stato recentemente rimaneggiato. Alla sommità del paese si trova la Chiesa Parrocchiale. Al suo interno si possono ammirare alcune pregievoli opere in arenaria scolpita. Il campanile era in origine una torre, l'unica rimasta delle tre che difendevano l'antico castello.
All'interno del Santuario del Trogolino è conservata una preziosa immagine della Vergine della Vita, detta del Trogolino. Il singolare appellativo deriva da una leggenda, che narra come l'immagine fosse stata trovata sotto un "trogolo", un abbeveratoio per maiali.


I TESORI ARTISTICI DELLE FRAZIONI: ACQUARIA

Acquaria: la storia
Acquaria, che sorge a 8 km da Modena, trae il nome dalla sua ricchezza di acque freschissime, leggere e rigeneranti.
All'inizio del Duecento, già comune autonomo, si assoggettò a Modena, municipalità assai più rilevante. Quando la città di Modena passò sotto il dominio Estense, Acquaria entrò a far parte della Provincia di Sestola e vi restò sino a quando, nel 1657, divenne feudo del Conte Giovanni Codebò.
Un secolo più tardi si estinse la linea ereditaria di questo casato e, dopo una breve dipendenza da Sestola, Acquaria fu concessa al conte milanese Antonio Maria Sacchi. Alla morte del conte, avvenuta nel 1788, il paese ritornò alla Camera ducale e venne inglobato nella provincia frignanese.

Acquaria: i tesori artistici
La chiesa parrocchiale è ancora una volta la sede che racchiude quasi l'intero patrimonio artistico della località. Essa venne costruita nel 1622 e subì, mezzo secolo più tardi, una serie di restauri. Sin da allora aveva alle sue dipendenze gli oratori di Vernese e di Boccaferrata, in seguito distrutti da frane, e quello di Rovinella, tutt'ora esistente. L'opera più pregevole conservata nella chiesa è il crocifisso del tredicesimo secolo in legno policromo, la cui storia è alquanto incerta. Classificato di sicura origine catalana, questo crocifisso pare sia giunto ad Acquaria verso la fine del Quattrocento: vi fu portato da un cardinale romano venuto a curare il fegato con le acque naturali della vicina fonte del Gaggio, ancora oggi esistente, ma stranamente dimenticata.
Di notevole interesse artistico è l'oratorio di San Rocco, situato al centro del paese, che risale al 1625, come pure l'attiguo oratorio privato dei Carlotti (1727).
A tre chilometri da Acquaria, lungo la strada comunale Ronco-La Croce, sorge il piccolo Oratorio della Madonna del Castagneto, edificato negli anni 1866-1867. La leggenda racconta che in quel luogo un viandante incontrò il demonio ed invocò l'intervento della Madonna. Esaudito, pose su di un albero lì appresso un'immagine di Madonna con Bambino. Era la seconda metà del Cinquecento e questa devozione alla Madonna del Castagneto si è tramandata fino ad oggi. L'immagine è ora conservata all'interno della Chiesa Parrocchiale.
Merita una visita anche l'oratorio di Rovinella (1613), situato nella omonima frazione; esso è dedicato alla Natività di Maria, la cui festa ricorre l'8 settembre.
Sempre in aperta campagna, non distante da Rovinella, si trova anche l'oratorio privato del Casello (1750), oggi difficilmente visitabile.
Da visitare sono due colonne romaniche risalenti al IX secolo, con capitelli scolpiti e un lavatoio-abbeveratoio, splendido esempio di costruzione montana.
Notevole il Ponte dei Leoni, a tre archi, costruito in arenaria nel 1715. Due coppie di leoni sormontavano le colonne di accesso. Ora, restaurati, i quattro leoni sono conservati nella sala consiliare del Municipio.

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