Gastronomia 

I BorlenghiI Ciacci

La Gastronomia

La gastronomia rappresenta un punto di riferimento della cultura fananese: ciacci realizzati con farina di castagne, borlenghi, focaccine e Parmigiano Reggiano sono tra le specialità della nostra montagna. I I Borlenghi, squisito piatto montanaro e per i più sconosciuto, sono ottenuti da un impasto fluido di farina, acqua e sale; vengono poi cotti in un tegame di rame stagnato da cui si ottiene una sottile sfoglia croccante ripiegata su se stessa e ripiena di un tipico condimento fatto con lardo, aglio, rosmarino e parmigiano. Si possono apprezzare e gustare in diversi locali della montagna modenese.
E' durante la Festa della Castagna che il folklore gastronomico trova la sua migliore espressione. I tanti castagneti che interessano aree fino a 700-800 metri hanno costituito per molti secoli una delle maggiori risorse alimentari del nostro Appennino.

Ancora oggi i frutti ottenuti sono prodotti qualificati che provengono da coltivazioni cosiddette "naturali", in cui non vengono utilizzati pesticidi e concimi chimici. Oltre al consumo fresco, le castagne vengono trasformate ancora oggi in farina attraverso l’essiccazione in tradizionali, ma anche in moderni e razionali metati. Sbucciate con l’apposita macchina per "trebbiare le castagne", vengono infine macinate nei mulini ad acqua. La farina ottenuta, molto nutriente ed energetica, viene utilizzata principalmente in cucina per la realizzazione di minestre, pane, dolci e in particolare gli ormai noti e delicati I Ciacci.

Da diversi anni nel territorio della Comunità Montana Appennino Modena Est si sta lavorando al recupero ed alla valorizzazione dei castagneti da frutto. L’attività fin qui svolta ha portato questa zona ad essere all’avanguardia nazionale nel settore della castanicoltura da frutto. Tanto i marroni che le castagne, ed i prodotti ottenuti dalla loro trasformazione, sono identificati da un marchio di origine a carattere provinciale.

Un'altra ricchezza naturale legata alla gastronomia locale è l'acqua. Nella montagna e nel fitto dei boschi appenninici si trovano tanti torrenti e sorgenti di acqua salubre, originando diverse acque minerali come la "Cerelia", "Monte Cimone" e "Monteforte" da tempo celebri a livello nazionale. Le tre acque si possono sicuramente accumunare sia per le loro origini sorgive che per le loro caratteristiche terapeutiche. Nascono infatti, dalla profondità di terreni argillosi e possiedono un forte potere solvente dell’ acido urico e sono indicate preferenzialmente in tutte le malattie del ricambio ma in particolare nella calcolosi renale.

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